Quando si legge un libro, normalmente, si parte dalla prima pagina e poi si leggono in maniera sequenziale le successive. Capita spesso però che, durante la lettura, ci sia qualche parola o qualche nome che fa riferimento a qualcosa già letto prima, è quindi necessario tornare indietro per rileggere e capire meglio.
Se quella parola che vogliamo approfondire avesse un rimando automatico, che ci riporti alla pagina che ci interessa, tutto sarebbe più semplice e rapido.
Ora, immaginiamo che invece di leggere un libro stiamo leggendo un insieme di centinaia di documenti diversi, anche se correlati fra loro, la ricerca sarebbe molto più laboriosa e faticosa.
Se però detti documenti invece di essere cartacei fossero elettronici e visibili su internet, basterebbe collegare le parole importanti con dei link, per cui si potrebbe facilmente saltare da un documento all’atro senza fare fatica e senza perdere tempo.
Un insieme di documenti siffatti si chiama ipertesto. Dunque, un ipertesto è un insieme di documenti messi in relazione tra loro per mezzo di parole chiave. I legami ottenuti per mezzo di link o di ancore si chiamano collegamenti ipertestuali.
Sono molti gli ipertesti che usiamo quasi tutti i giorni, senza sapere che si chiamano ipertesti, però, è meglio sapere per usarli meglio.
L’esempio probabilmente più conosciuto di ipertesto è Wikipedia, quasi tutti lo usiamo frequentemente o lo abbiamo usato in passato.
Un altro esempio è quello dei siti web che contengono numerosi rimandi a partire dai menu.








