L’idrogeno ha tante caratteristiche, ma, di sicuro non è verde.

Allora perché sempre più spesso si sente parlare di idrogeno verde? Ora lo spieghiamo.

Prima di tutto vediamo cosa è l’idrogeno normale, quello non verde per intenderci.

È il primo elemento chimico della tavola periodica (simbolo H), è l’atomo più piccolo e il più leggero fra tutti quelli esistenti. È anche il più importante e il più diffuso nell’universo.

L’idrogeno è essenziale per la vita sulla terra, infatti, assieme all’ossigeno forma l’acqua e attraverso le sue fusioni nucleari all’interno del sole ci fornisce tutta l’energia necessaria. L’idrogeno è anche molto importante per la morte sulla terra, visto che con l’idrogeno si possono costruire bombe estremamente potenti e distruttive.

Allo stato libero, a pressione atmosferica e temperatura ambiente, l’idrogeno si troverebbe sotto forma di gas: incolore, inodore, insapore e altamente infiammabile ed esplosivo. Diciamo si troverebbe perché, malgrado sia l’elemento più diffuso nell’universo, sulla terra, allo stato libero, è raro incontrarlo.

L’idrogeno è il combustibile ideale per produrre energia, giacché, non inquina ed è rinnovabile all’infinito. Purtroppo, come detto, in natura non si trova, perciò, bisogna produrlo, ma, per produrlo si consuma molta energia e quindi si perde il vantaggio.

Sembra un circolo vizioso, però, se per produrre l’idrogeno si utilizza l’energia solare che è praticamente illimitata e non inquina, l’idrogeno diventa “verde” nel senso di ecologico.

In pratica, è come se l’idrogeno si trasformasse in un serbatoio di energia che incamera ciò che al momento non serve per essere trasportato e utilizzato quando serve.

Poiché, i presupposti della transizione ecologica sono l’uso consapevole delle risorse naturali e l’attenzione al loro impatto ambientale, l’idrogeno verde può svolgere una funzione strategica nella decarbonizzazione dei settori che vogliono adottare un modello di crescita sostenibile.

La Commissione europea ha deciso di investire molto sull’idrogeno verde, tuttavia, gli alti costi e la tecnologia ancora in evoluzione non consentono di sfruttare pienamente su questa risorsa. La meta per il raggiungimento dell’obiettivo è fissata per il 2050.

L’ENEA italiana (Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile) è in prima fila nella ricerca e nello sviluppo delle tecnologie più promettenti.

0 Comments

Leave a reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

©2026  ASSOCIAZIONE ALAN MATHISON TURING  powered by WSC WEB SERVICE CO. S.R.L.

--------------

Log in with your credentials

or    

Forgot your details?

Create Account